Vai al contenuto
Depuratori e microfiltrazione

Microfiltrazione dell’acqua: cos’è e cosa trattiene

Redazione Tuttoacqua Aggiornato il 3 min di lettura

La microfiltrazione dell’acqua è un trattamento fisico: fa passare l’acqua attraverso una cartuccia o una membrana con pori molto piccoli, che bloccano le particelle più grandi dei pori. È una delle soluzioni più diffuse sotto il lavello, perché costa meno dell’osmosi e non spreca acqua. Vediamo cosa fa e cosa no.

In breve

  • Trattiene particelle in sospensione, in base alla porosità dichiarata.
  • Non toglie sali disciolti, quindi non riduce la durezza né i nitrati.
  • Non produce acqua di scarto e ha costi di gestione contenuti.

Come funziona la microfiltrazione dell’acqua

Immagina un setaccio molto fine. L’acqua passa attraverso i pori della membrana, e tutto ciò che è più grande resta fuori. La dimensione dei pori si misura in micron, cioè millesimi di millimetro, e si trova sulla scheda tecnica.

Più i pori sono piccoli, più particelle vengono trattenute. Però un filtro molto fine si intasa prima, quindi va cambiato più spesso.

Cosa trattiene la microfiltrazione dell’acqua

  • Particelle sospese: sabbia, ruggine, residui di tubazioni.
  • Torbidità: l’acqua appare più limpida.
  • Microrganismi di dimensioni maggiori dei pori: dipende dalla porosità e dalle prove dichiarate dal produttore.

In molti apparecchi la cartuccia è abbinata al carbone attivo, che agisce invece su cloro e sapori. Per i dettagli leggi filtro a carbone attivo.

Cosa non fa la microfiltrazione dell’acqua

Questa è la parte che si fraintende più spesso. I sali minerali sono disciolti nell’acqua e passano attraverso i pori, perché sono molto più piccoli. Di conseguenza la microfiltrazione non riduce calcio, magnesio, sodio, nitrati o fluoruri.

Quindi non è una soluzione contro il calcare: per quello servono un addolcitore o un’osmosi. Lo confrontiamo in microfiltrazione o osmosi inversa.

Manutenzione e igiene

Le cartucce vanno sostituite negli intervalli indicati dal produttore. Una fonte di settore indica per la microfiltrazione almeno ogni sei mesi, per evitare la proliferazione batterica, ma il valore corretto è sempre quello del manuale del tuo modello.

Se l’apparecchio resta fermo a lungo, per esempio dopo le vacanze, lascia scorrere l’acqua prima di berla e segui le istruzioni di sanificazione. Su questo tema vedi sanificazione dell’acqua domestica.

Per chi è adatta la microfiltrazione dell’acqua

Ha senso se la tua acqua è già abbastanza buona e vuoi solo toglierle particelle e, con il carbone, cloro e odori. È una scelta economica e semplice da gestire. Non è adatta se il tuo obiettivo è ridurre sali o calcare.

Quando la microfiltrazione dell’acqua non basta

La microfiltrazione trattiene le particelle in sospensione in base alla dimensione dei pori. Non riduce però i sali disciolti: se il tuo problema è la durezza, serve un addolcitore o un’osmosi. Inoltre un filtro saturo perde efficacia, quindi la sostituzione nei tempi indicati fa parte del trattamento. Infine, chiedi la dimensione dei pori dichiarata e la prova su cui si basa. Per il confronto completo leggi microfiltrazione o osmosi inversa.

Domande frequenti

La microfiltrazione toglie il calcare?

No, perché calcio e magnesio sono disciolti e passano attraverso i pori. Per il calcare servono un addolcitore o un’osmosi.

La microfiltrazione toglie il cloro?

Da sola no. Il cloro si riduce con il carbone attivo, spesso presente nello stesso apparecchio.

Spreca acqua?

No. Tutta l’acqua che entra attraversa il filtro, a differenza dell’osmosi che manda allo scarico una parte dell’acqua.

Per approfondire

Fonti e note

Intervalli di sostituzione e porosità variano per modello: usa sempre i dati del manuale. Fonte di settore (GreenMe, 2021) per l’indicazione dei sei mesi.

Le guide di Tuttoacqua hanno scopo informativo e non sostituiscono l'analisi dell'acqua della tua casa né il parere di un tecnico abilitato.

Continua a leggere