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Depuratori e microfiltrazione

Microfiltrazione o osmosi inversa: differenze

Redazione Tuttoacqua Aggiornato il 3 min di lettura

Microfiltrazione o osmosi inversa è la scelta che si presenta a chiunque voglia trattare l’acqua sotto il lavello. Le due tecnologie sembrano simili ma fanno cose diverse: la prima trattiene particelle, la seconda anche i sali disciolti. Ecco un confronto per decidere.

In breve

  • La microfiltrazione non toglie i sali, l’osmosi riduce fortemente il residuo fisso.
  • L’osmosi manda allo scarico una parte dell’acqua, la microfiltrazione no.
  • L’osmosi costa di più, da acquistare e da mantenere.

Microfiltrazione o osmosi inversa: la differenza in una frase

La microfiltrazione è un setaccio fine che ferma le particelle. L’osmosi inversa è una membrana che trattiene anche i sali disciolti, come calcio, magnesio e sodio. Quindi la prima migliora limpidezza e, con il carbone, sapore. La seconda cambia davvero la composizione dell’acqua.

Microfiltrazione o osmosi inversa: il confronto punto per punto

AspettoMicrofiltrazioneOsmosi inversa
Cosa trattieneParticelle in sospensioneParticelle e sali disciolti
Calcare e durezzaNon li riduceLi riduce molto
Acqua di scartoPraticamente nessunaDa 1 a 9 litri per litro trattato, secondo le fonti
Sali mineraliRestanoQuasi assenti
ManutenzioneCartucce periodichePrefiltri, carbone e membrana, con tempi diversi
CostoPiù contenutoPiù alto
IngombroPiccoloMaggiore, con serbatoio o pompa

Le cifre sull’acqua di scarto cambiano molto da modello a modello. Per questo il rapporto dichiarato dal produttore, e come lo definisce, è un dato da chiedere.

Quando scegliere la microfiltrazione

  • L’acqua è già abbastanza leggera e vuoi solo migliorarla.
  • Non vuoi sprecare acqua né avere un serbatoio.
  • Hai poco spazio sotto il lavello e un budget limitato.

Approfondisci in microfiltrazione dell’acqua.

Quando scegliere l’osmosi inversa

  • Vuoi un’acqua con pochissimi sali, per esempio per il caffè o i ferri da stiro.
  • Hai valori alti di nitrati o altri sali che vuoi ridurre.
  • Sei disposto a gestire manutenzione, scarto e un costo maggiore.

Come funziona nel dettaglio lo spieghiamo in osmosi inversa domestica.

Microfiltrazione o osmosi inversa: parti dall’analisi

La scelta tra microfiltrazione o osmosi inversa dipende dai numeri. Guarda il residuo fisso e la durezza della tua acqua. Se sono bassi, l’osmosi aggiunge poco. Se sono alti e ti danno fastidio, la microfiltrazione non basta. Il confronto più utile resta quello tra preventivi, chiedendo a ogni installatore di motivare la proposta con i numeri dell’analisi.

Esempi: microfiltrazione o osmosi inversa in tre case

  • Casa A: acqua di rete di buon gusto, ma con qualche sedimento. In questo caso la microfiltrazione basta di solito.
  • Casa B: acqua molto dura e desiderio di un’acqua povera di sali. Qui l’osmosi è la strada più diretta, mentre per proteggere l’impianto dal calcare serve un addolcitore.
  • Casa C: poco spazio e budget limitato. Allora una microfiltrazione con carbone può essere un compromesso.

Sono esempi semplificati: parti sempre dall’analisi dell’acqua.

Domande frequenti

L’osmosi inversa è sempre meglio della microfiltrazione?

No. Fa cose diverse. È più adatta se vuoi ridurre i sali, ma costa di più e produce acqua di scarto.

Posso usare osmosi e addolcitore insieme?

Sì, è una combinazione frequente: l’addolcitore protegge l’impianto dal calcare, l’osmosi tratta l’acqua per bere. Valuta i costi di entrambi.

Quale dei due consuma meno?

La microfiltrazione, perché non ha acqua di scarto e ha meno componenti da sostituire.

Per approfondire

Fonti e note

Rapporto di scarto: le fonti riportano da 1 a 9 litri per litro trattato; il valore dipende dal modello e dalla pressione dell’acqua.

Le guide di Tuttoacqua hanno scopo informativo e non sostituiscono l'analisi dell'acqua della tua casa né il parere di un tecnico abilitato.

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